Musetti si porta a casa anche il torneo di Napoli. Confermando non solo il suo grande momento di forma, ma anche e certamente, cosa più significativa, che il suo percorso di miglioramento sta continuando. Ho già detto e scritto quanto Musetti abbia un potenziale da giocatore tra i migliori del mondo.

E dunque in questo torneo alquanto travagliato per inesperienza organizzativa, Lorenzo una volta di più ha incantato il pubblico. Ha giocato un gran torneo in una finale tutta italiana. Il pubblico napoletano non si poteva aspettare di meglio. E pure gli organizzatori che, almeno dopo tante difficoltà, hanno avuto la migliore finale possibile. Che in parte ha alleviato le sofferenze patite durante tutta la manifestazione

La finale si è conclusa in due set. Il primo, lottato. Il secondo, è andato via piuttosto rapido. Il punteggio, 7-6 6-2. A onor del vero bisogna ricordare che Berettini non stava molto bene fisicamente. Aveva un problema al piede che certamente lo ha penalizzato. Ma Musetti ha giocato un grande match. Come tutta la settimana. E come il torneo di Firenze, giocato la settimana prima perso in semifinale contro uno scatenato Félix Auger-Aliassime.

Questa settimana Musetti migliora ancora la sua classifica raggiungendo, come si dice, il suo miglior “best ranking”: numero 23 del mondo. Niente male per il nostro giovane azzurro. Che pero, ve lo metto per iscritto: continuerà senza fermarsi la sua corsa verso l’alto. Musetti è un talento di rara purezza. Capace di generare un tennis devastante, imprevedibile, potente, con variazioni come stop volley o palle smorzate. Un giocatore completo a 360 gradi. Che impressiona e fa divertire.

Dunque Musetti porta a casa il suo secondo torneo. E Napoli saluta questa vittoria tutta italiana tirando un grande sospiro di sollievo. Un po’ perché come ho scritto, avere Berettini e Musetti in finale era il massimo che si potesse sperare. Un po’ però anche perché questo torneo era iniziato e ha continuato, sotto il punto di vista organizzativo, ad avere grossi problemi e credo che qualcuno non vedesse l’ora che finisse.